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Il percorso di Michele Gesmundo è nata sotto il segno del cambiamento. Nel 1989 il muro di Berlino cade, la cortina di ferro si spezza e nasce il World Wide Web.
In questo periodo Michele comincia il suo percorso nell’ambito della moda classicamente come un’agente di commercio. Nel frattempo il lavoro cambia e si evolve con necessità di strutturarsi in maniera diversa, non più auto con collezioni all’interno della stessa, ma ufficio stabile definito show room. Dopo pochi anni, la crescita professionale e personale esige un’ulteriore trasformazione.
Nel 2009 nasce a Trani Chelsea Hotel 65, una factory creativa ispirata al
mitico hotel in cui, negli anni ’70, Andy Warhol ospitava il meglio della
cultura underground americana.
Nel 2012 Michele comincia a pensare quale mondo potrebbe lasciare ai suoi figli. Le idee dell’agricoltura biologica lo colpiscono così tanto che gli viene naturale pensare che questo nuovo modo di operare possa essere applicato a tutti i campi dell’economia.
Un nuovo modo di fare business è possibile e non è l’unico a pensarlo. Nel 2013 Salvo Testa e Francesca Romana Rinaldi scrivono il libro “L’impresa moda responsabile”.
Ed è proprio l’autrice che Michele invita in Puglia per parlare di questa rivoluzione davanti a una settantina di clienti incuriositi.